Internet of Things

IoT: calderone dai confini indefiniti in cui si fanno confluire tutte le iniziative e tecnologie che consentono agli oggetti di comunicare con la rete e quindi accedere e/o dare l’accesso ad altri oggetti o elaboratori, collettori di dati, ridistributori di informazione.

Trainante per questa tecnologia è stata l’automotive (navigatori satellitari, antifurti rintracciabili etc), la meteorologia e la domotica (benchè i sensori avessero già capacità wireless proprietarie); ma in particolare l’esplosione delle app e dei gps degli smartphone l’hanno abilitata ad ogni livello di costo e prestazione.

L’economia nel frattempo continua a togliere valore allo hardware per riversarlo sul software; o meglio toglie valore al pezzo fisico, sempre producibile in altre situazioni con costi minori, sia per la meccanizzazione spinta e la diffusione dei robot, sia per l’impiego di mano d’opera ancora in regime di sfruttamento. Il valore aggiunto si sposta al servizio, all’intangibile, alla proprietà intellettuale, a ciò che è comunque riproducibile a costo zero o quasi, e dipende solo dal know-how.

L’industria manifatturiera, in particolare i produttori di utensili e prodotti principalmente diretti al B2B (numeri relativamente bassi, valori relativamente alti, tecnologie prevalentemente elettromeccaniche, know-how di nicchia) deve quindi iniziare a pensare con diverso paradigma. Se sta divenendo impossibile guadagnare vendendo il pezzo si dovranno cercare ricavi di altro tipo: supporto, addestramento, manutenzione, coinvolgimento diretto nella filiera di produzione, logistica… in tutto questo è fondamentale mantenere costante il contatto col cliente lungo tutta la vita del prodotto.

Come? Qual miglior modo, in termini di efficienza e efficacia, che restare in contatto col proprio prodotto? Per aggiornare il software a bordo, effettuare misure di rendimento e usura, mantenere il prodotto alla massima efficienza, aggiungere valore con servizi non realizzabili senza queste tecnologie; facendo di questo aspetto un valore aggiunto, fino a pensare (possibile per diversi prodotti) non di vendere ma di affittare; trasformando, per il cliente, l’investimento in costo diretto e contemporaneamente facendone il reddito centrale della propria attività.

Match2Grow propone un percorso di analisi tecnica/commerciale della linea di prodotto per elaborare una serie di proposte di “internettizzazione” dell’offerta, proponedosi, eventualmente, anche come partner per la ricerca di fornitori e strumenti abilitanti; percorsi sempre personalizzati e commisurati alla realtà della PMI, alle sue capacità e peculiarità; a piccoli passi, per risultati misurabili prima che l’investimento diventi eccessivo.

Approfondimenti qui (presenta i 4 paradigmi di Gartner sullo IoT e contiene link a risorse esterne)

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