Reti d’impresa

Collaborazione: concetto ormai imprescindibili nel background di ogni imprenditore che voglia affrontare con successo la quotidiana sfida del mercato e continuare a crescere, anche in momenti sfavorevoli. Condividere idee, compartecipare costi, conoscere differenti prospettive, impegnandosi con un obiettivo comune sono i vantaggi che ne derivano.

Ma chiunque abbia fatto una joint venture o faccia parte di un consorzio o che abbia collaborato o tentato di collaborare con altri imprenditori conosce bene le difficoltà che scaturiscono dal confronto tra persone abituate a lavorare in autonomia e con completa discrezionalità.

Il contratto di rete è ormai uno strumento consolidato in Italia nel panorama imprenditoriale italiano (2500 reti, 11.000 aziende coinvolte, dati 2015), un’opportunità in più di collaborazione meno impegnativa della joint venture e più flessibile del consorzio.

Esistono due modelli di rete: la rete cosiddetta soggetto, è dotata di personalità giuridica ed è più impegnativa essendo soggetta alle procedure di una impresa; la forma rete contratto, l’idea originaria di rete, è un mero contratto tra le parti e molto leggero dal punto di vista amministrativo.
I problemi di convivenza e coordinamento sono però i medesimi.


Diverso impatto ha l’aspetto della consistenza, secondo il quale possiamo classificare le reti in orizzontali e verticali. Una rete verticale ha una impresa di riferimento, normalmente più grande delle altre e solitamente il punto finale di una filiera logistica che viene formalizzata nella rete. I vantaggi sono evidenti, per l’impresa riferimento è la collaborazione dei fornitori, che essendo coinvolti nel successo della intera filiera opereranno con maggior stimolo, anche ad essere competitivi; per le imprese di filiera la garanzia di essere la prima scelta come fornitore. Questo modello in genere non presenta particolari difficoltà di coordinamento e governance, data il peso preponderante del riferimento; è quasi una constatazione di fatto della collaborazione in atto.

RetiIl caso di reti orizzontali è invece molto più interessante. Raccoglie imprese dello stesso settore, molto spesso concorrenti o geograficamente limitrofe o entrambe le cose (nei distretti) e di dimensioni comparabili; ed è interessante per le PMI anche come modo di affrontare ricerca e innovazione, o internazionalizzazione, condividendo costi altrimenti proibitivi e facendo tesoro delle esperienze proprie e di altri.
Gli anglosassoni, col solito gusto di storpiare vocaboli ma rappresentando il concetto in modo conciso, hanno coniato il termine coopetition, contrazione di collaborazione-competizione, per rappresentare bene quelle attività di condivisione di parte della strada con altri per poi competere sul mercato.

Tutto ciò sfocia facilmente in un effetto riunione di condominio, in cui il ruolo dell’amministratore è evidente: non è solo colui che ha la competenza ma è anche la figura super partes che deve (tentare di) risolvere i conflitti: questa figura nel contratto di rete è il Manager di Rete.

Match2Grow può fornire, oltre alle conoscenze delle regolamentazioni, la figura manageriale più adatta alla composizione della rete e al suo mercato, e più spostata verso il progetto/produzione o la distribuzione/vendita, come è caratterizzata la rete. Può presentare altresì manager riconosciuti dalla Regione Lombardia per fornire il servizio di Manager di Rete Temporaneo nell’ambito dei finanziamenti erogati dalla regione attraverso il programma regionale Ergon.

CONTATTATECI o SCRIVETECI

Condividi: